
Tradizioni Popolari
Ciccol Ciccol
Ciccol ciccol mascherina
sen c'è lov c'è la galina
El baghin l'avet masat
su pel mur l'avet t'acat
se me chiappa la fantasia
sensa ciccol en poss gì via!
Questua carnevalesca
II "Ciccol-ciccol" era una sorta di questua fatta casa per casa, da quasi tutti i bambini, che oltre al guadagno, si divertivano mascherandosi. Per la scelta dei costumi vi erano poche alternative, di solito i maschi si vestivano da donna e viceversa, la maschera era per tutti la stessa, veniva infatti ritagliata con precisione dalle copertine nere dei quaderni del patronato scolastico.
I bambini dividendosi in gruppi di due o tre ed orientandosi in punti diversi della città, bussavano nelle case, recitando una nenia di origine contadina, ma riproposta fedelmente dai bambini di città, anche se le offerte anziché essere in natura erano in denaro.
Sandro era il mio compagno di giro, bambino, molto scaltro, bussava infatti a tutte le porte senza nessun timore.
Fu lui infatti che ebbe il coraggio di bussare in un austero portone signorile, che ci aveva sempre intimoriti per non essere mai riusciti a sapere chi ne fosse il proprietario.
Si affacciò dalla finestra del secondo piano una anziana signora dall'aspetto gentile, abbondantemente agghindata da orecchini e collane, con voce dolce ci disse di attendere perché aveva una sorpresa per noi.
Un minuto dopo si affacciò facendo scendere lentamente un cestino colorato che normalmente si usava per ricevere la posta, quando il cesto fu alla nostra altezza notammo due pacchetti al suo interno, uno dei quali piccolissimo, la vecchina ci suggerì di dividere tutto in parti uguali. A quel punto si pensava ad un regalo di particolare valore, scartammo allora con emozione i pacchettini.
Delusione! Dovemmo dividerci infatti una cresciola (tipico dolce di Carnevale) e due monetine da una lira. Perdemmo ulteriormente la fiducia nei ricchi pensando con orgoglio alla nostra brutta tessera nera comunale.
In una giornata si riusciva a raccogliere mediamente dalle 400 alle 500 lire, una discreta somma, parte della quale veniva consegnata ai genitori per l'acquisto di beni di prima necessità.
In alcune famiglie particolarmente disagiate e con numerosi figli la "questua" si protraeva per tutta la settimana di Carnevale.
Questa entrata straordinaria permetteva di aumentare per un breve periodo il magro bilancio familiare.
(dal web)
elaborazione di astrell@