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Il carnevale di Venezia è
un’appuntamento internazionale
che si rinnova di anno in
anno attraverso la partecipazione di centinaia di
migliaia di persone che
invadono calle, campi, piazze e palazzi.
La sua atmosfera ha ispirato pensieri ad autori ed artisti di tutto il mondo. Saltimbanchi, giullari, buffoni, mangiafuoco e cantastorie erano, secondo alcuni, gli eredi naturali degli attori e dei mimi della tradizione classica latina quindi,
degni di ogni rispetto e
ammirazione.
Venezia è la città dove
operarono le prime compagnie della commedia dell’arte ,
dove in qualche modo nacque il mestiere dell’attore professionista e dove gli artisti di strada trovano un palcoscenico libero e naturale. Abituale consuetudine del carnevale veneziano del diciottesimo secolo era il passeggio delle maschere in Piazza S.Marco dove si soleva soffermarsi a conversare soprattutto nei caffè che,
con i loro tavolini
all’aperto,
costituiscono ancora oggi
luogo d’incontro privilegiato.
La festa che sigillava il carnevale era allora come ora il martedì
grasso.
Riunitesi in Piazza S.Marco tutte le maschere,
fra canti, suoni e fuochi d'artificio, ballavano fino a tarda ora
e al suono di mezzanotte del “ campanon” ,
tutti si toglievano la maschera e intonavano in coro "EL VA! EL VA! EL VA!"
Così, la maschera di un
vecchio, veniva posta tra le due colonne della Piazzetta
per poi essere bruciato,
mentre tutto il popolo intonava il canto funebre: "El va! El va! El va! El Carneval el va!" ...mentre dalle campane di San Francesco della Vigna
i cupi rintocchi segnavano
la fine del Carnevale
e l'inizio della Quaresima.
grafica @andromeda
immagini trovate in rete
testi reperiti in rete e rielaborati
musica:Rondò Veneziano
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