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La maschera è il simbolo
del carnevale, la sua stessa essenza.
In una Venezia, la cui vita sociale era pesantemente e rigidamente condizionata dall’appartenenza a ceti e classi,la maschera, dava la possibilità di nascondere la propia identità, di confondersi,di mescolarsi.
Questo
fatto, fece si che a Venezia si sviluppasse una vera e propia professione:
La maschera che più rappresenta la città è “la Bauta”
che i veneziani usavano come costume egualitario. Così si stemperavano le tensioni sociali e si manteneva il consenso del popolo. La Bauta, aveva delle caratteristiche che permetteva loro di bere e mangiare, senza mai doversi togliere la maschera. Al tempo del Carnevale di Venezia, nella pubblica piazza,
la popolazione assisteva
alle feste ufficiali,
soprattutto a quelle del Giovedì Grasso, e cioè le Forze d’Ercole e il Volo del Turco (un acrobata che su una fune scendeva dal campanile di S. Marco), Col tempo questa esibizione venne sostituita dal "Volo della Colombina", una grande riproduzione in legno della colomba da cui, scendendo, si fanno spargere fiori e coriandoli sopra la folla.
Ora invece,
viene eseguito da una ragazza vestita da angelo
C’ erano inoltre i fuochi artificiali e gli spettacoli improvvisati
di saltimbanchi, funamboli, burattinai, artisti di strada, tutte attività comunque regolamentate dallo Stato.
Piazza
S.Marco è sempre stata ed è tuttora il cuore del carnevale di Venezia.
grafica @andromeda
immagini trovate in rete
testi reperiti in rete e rielaborati
musica:Rondò Veneziano
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