a cura di Luciana dalla Toscana

CARNEVALE DI VIAREGGIO 2008
20 – 27 gennaio, 3 – 5 – 10 febbraio

 

Il Carnevale di Viareggio con I suoi 135 anni di storia è senza dubbio la manifestazione carnevalesca più nota in Italia, tra le manifestazioni più importanti d’Europa e richiama centinaia di migliaia di spettatori provenienti dall’Italia e dall’estero.
Nato nel 1873, il Carnevale di Viareggio è oggi una manifestazione dinamica e vivacissima, in grado di attirare su di sé l’attenzione di tutti I grandi media italiani ed internazionali e di un vasto pubblico, all’interno del quale si confondono I più diversi strati sociali e tutte le fasce d’età.

Il Carnevale 2008 è una festa ispirata ai temi della pace e della solidarietà. I grandi carri di cartapesta sono fulcro e appeal della manifestazione viareggina, che nelle sue sfilate propone un grande spettacolo di cui I palcoscenici viaggianti costituiti dai grandi carri sono solo uno degli ingredienti, insieme alla musica dei gruppi folcloristici provenienti da tutto il mondo, alle luci, ai colori e alla folla.
Almeno 800.000 persone sono attese sui grandi viali a mare il 20 e 27 gennaio, e il 3, 5 e 10 febbraio.
I giganteschi carri di cartapesta sono veri e propri capolavori d’arte alti 20 metri e lunghi 14, realizzati dai maghi del Carnevale di Viareggio che, sfidando la folla tra cui navigano, regalano uno spettacolo unico ed emozionante. Sono previste costruzioni di prima categoria (le più grandi,  pesano circa quaranta tonnellate ciascuna), e di seconda categoria (di circa trenta tonnellate ciascuno). Inoltre mascherate in gruppo (composte ciascuna da otto elementi in cartapesta alti circa tre metri), maschere isolate e alcuni carri rionali. Un carro sarà dedicato al canale televisivo Rai Gulp e a Radio Due Rai.

L'edizione 2008 vede un ritorno in grande stile della satira politica e di costume. Grande protagonista Beppe Grillo, raffigurato su una costruzione di prima categoria nei panni di uno sgradito grillo parlante che I poteri costituiti cercano di schiacciare (Troppi grilli per la testa) mentre su una costruzione di seconda categoria il comico genovese veste I panni di un cavaliere armato, intento ad affrontare un drago che rappresenta la "vecchia politica" (Il Grillo FURIOSO).
I maestri della cartapesta rappresentano in modo ironico anche I protagonisti della scena politica, Prodi e Berlusconi vengono infatti idealmente gettati in una gigantesca discarica da un divertito Re Carnevale (Un se' ne po' più... Caro Re pensaci tu!) o raffigurati ai piedi di un enorme scarafone, l'uno alle prese con l'allattamento dell'insetto, l'altro nel tentativo di ucciderlo con una bomboletta di Ddt (Ogn scarrafone è bel a mamma soia!!!), sottolineando come le due sfere politiche si autocompiacciano e non vadano incontro al vero bene del paese. Non poteva mancare inoltre la nascita del partito democratico, rappresentata da una mascherata di gruppo in cui viene celebrato un matrimonio speciale tra I segretari dei due partiti, Piero Fassino e Francesco Rutelli, uniti in questa nuova realtà politica dal premier Romano Prodi (Matrimonio all'italiana).
Altro tema di grande attualità, rappresentato quest'anno da un carro sperimentale fuori concorso, è quello dei cambiamenti climatici e dello sfruttamento delle risorse del pianeta che rischia di morire per l'ingordigia di pochi (Presto che è tardi!!!). La struttura, ideata e disegnata dal famoso animatore britannico Michael Stuart, creatore dei leggendari palcoscenici multivisuali dei Pink Floyd in concerto, propone una significativa rappresentazione della Terra che assume le sembianze di una gigantesca mammella da cui non scorre più latte.
Per la prima volta nella storia del Carnevale di Viareggio, inoltre, sfileranno due costruzioni realizzate da due diversi costruttori che sui viali a mare interagiranno tra loro e con il pubblico presente, nella rappresentazione di una ideale lotta tra il bene e il male (In nome di chi...). Il nostro Carnevale diventerà così un palcoscenico sul quale due guerrieri si affronteranno l'uno di fronte all'altro, non animati da sentimenti di odio e violenza, ma mossi dalla forza dell'amore, della giustizia e della fratellanza.

E poi ancora, complessi musicali e bande folcloristiche, gruppi di animazione con le maschere più originali. Insomma, la festa che ci aspettiamo di trovare, con tanta allegria e cordialità, il tutto secondo la più pura tradizione del Carnevale viareggino.
Sono attesissime anche le feste rionali ed I veglioni in maschera organizzati dai migliori locali della Versilia. Un tuffo nella trasgressione carnevalesca è d’obbligo venendo a Viareggio!
Ma Carnevale è anche solidarietà: per il secondo anno il Carnevale di Viareggio è dedicato a Telethon, che sostiene la ricerca scientifica con l'adozione di un progetto sulla talassemia.
Di rilievo il programma riservato agli spettacoli e alla cultura, le commedie musicali in vernacolo, gli appuntamenti enogastronomici nei migliori ristoranti della città, e tante altre importanti iniziative. Nutrito anche l’elenco delle manifestazioni sportive. Tra queste il 60° Torneo Mondiale di Calcio giovanile "Coppa Carnevale".

 

 MASCHERA

 
 
Il Burlamacco fu dipinto sul manifesto del Carnevale 1931. Senza il nome. Prima di ottenerlo passeranno otto anni.
1939: L'ideatore della maschera e del nome, Uberto Bonetti, ha riferito che fu il Comitato Carnevale a chiedergli, nel 1930, di preparare il manifesto del 1931 e che, prova che ti riprova, si ritrovò sul tavolo da disegno un pagliaccio con un "puzzIe" d'indumenti sottratti alle maschere italiane della Commedia dell'Arte: una tuta a scacchi biancorossi suggerita dal vestito a pezzi di Arlecchino, un ponpon da cipria rubato dal camicione di Pierrot, una gorgiera bianca e ampia alla Capitan Spaventa, un copricapo rosso a imitazione di quello in testa a Rugantino, un mantello nero svolazzante, tipico di Balanzone. Al fianco di Burlamacco, Bonetti disegnò una figurina di bagnante, con costume castigato come d'uso negli Anni Trenta, per comunicare che Viareggio era la città del Carnevale e dell'Estate. Fu sempre il Comitato -nella versione dello stesso Bonetti - a sollecitarlo a dare un nome e al pagliaccio e alla bagnante. Bonetti che perseguiva il progetto di un giornale umoristico al quale avrebbe fornito le vignette, firmandole Burlamacco, trasferì lo pseudonimo alla maschera; per la bagnante inventò il nome di Ondina.
Il nome Burlamacco fu suggerito a Bonetti da Buffalmacco, pittore fiorentino e personaggio del Decamerone. Bonetti sostituì la radice "buffa" con "burla"; ma un contributo gli dovette arrivare anche dal cognome lucchese Burlamacchi, già utilizzato per il canale del porto, il Burlamacca.
1939: Il nome Burlamacco piacque subito, non solo al Comitato, ma anche alla città e fu assegnato alla maschera durante un veglione in casa Speziali, in via Mazzini, con tanto di battesimo a champagne. La cerimonia ebbe come testimoni gl'invitati alla festa da ballo. All'avvenimento fu data l'ufficialità di un atto trascritto su una pergamena, firmata dal Bonetti e controfirmata dai rappresentanti del Comitato dell'Azienda Turismo e del Dopolavoro. Nella stessa occasione fu dato il nome di Ondina alla bagnante. Sul manifesto di quell'anno non figurò tuttavia Burlamacco, ma un pagliaccio a mezzo busto, non proprio dissimile da lui, vestito di bianco come Pierrot.
1946: Fin dal primo corso del dopoguerra Burlamacco tornò sul manifesto. Da solo. Ondina non la si vedrà più sui manifesti di Bonetti, fino al 1980, tolta la parentesi del biennio 1961-62 quando sarà riproposto il manifesto del 1931.
1967: Bonetti apportò alcune modifiche stilistiche alla maschera. Rappresentò Burlamacco a mezzo busto e fece ricorso alla tecnica del finto collage, alternando I colori bianco e rosso ai colori bianco e nero. In testa alla maschera pose un copricapo color cremisi.1973: Burlamacco ebbe dal suo disegnat una seconda modifica di rilievo: indossò costume a scacchi quadrati.
1980: Ondina riapparve a fianco di Burlamacco con indosso un bikini bianco; a Burlamacco Bonetti riservò un vestito a fondo bianco crema, macchiato da trapezi e triangoli vermigli.
1990: Burlamacco nel manifesto di Bonetti assunse un atteggiamento più disinvolto, dinamico, decisamente innovativo, rispetto all'iniziale concezione a forma di croce d Sant'Andrea.
Il 21 dicembre 1988 Burlamacco entrò, come maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio, al Museo delle Arti e delle Tradizioni popolari di Roma. Il manichino, fedele al disegno originale di Uberto Bonetti, indossa un costume realizzato dalla Casa di Mode Cerratelli di Firenze. La testa, ovviamente, è di carta a calco, ed è stata prodotta dai costruttori dei carri. Una figura monumentale in carta a calco di Burlamacco è esposta al Museo dell'Uomo di Parigi. Ai piedi della "statua" è stata collocata una didascalia, corredata dalla foto di un mascherone sul litorale viareggino.
 

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