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Il carnevale
in Friuli Venezia Giulia
Ricorrenza
molto sentita, in Friuli Venezia Giulia il Carnevale è
caratterizzato da sfilate, falò propiziatori,
mascherate, piatti tipici e, soprattutto, un piacevole
clima festoso che coinvolge giovani e meno giovani in
un’atmosfera di scherzo e trasgressione. Un momento da
vivere intensamente, sedotti da antiche tradizioni e
riti, retaggio dei molti popoli che nei tempi passati
hanno abitato queste terre.
LA NOTTE DELLE LANTERNE
A
Sauris, nel cuore della Carnia, a 90 chilometri da
Udine, carnevale fa rima con maschere e lanterne. Qui,
dove ancora resiste l'originario legame con la lingua e
le tradizioni di matrice tedesca, al calar delle
tenebre, ha inizio la Notte delle lanterne:
un corteo illuminato dalla sola luce delle lanterne si
inoltra nel bosco, dove viene acceso un falò
propiziatorio. Le maschere sono quelle tradizionali in
legno: due, invece, i personaggi principali. Uno è
Rolar, che armato di scopa ha il
compito di avvertire la gente che è giunta l’ora di
prepararsi alla mascherata. Ha la faccia e le mani
annerite dalla fuliggine, indossa abiti rozzi, la testa
fasciata da un fazzoletto a frange e porta legati
attorno alla vita dei campanelli che agita in
continuazione. Con lui c'è Kheirar, il
re delle maschere, che orchestra lo svolgimento della
festa: il volto nascosto dietro un calco di legno,
vestiti laceri e una scopa che usa per battere alle
porte delle case in cui vuole entrare. Le due figure
sono accompagnate da un corteo di maschere brutte o
belle, non ha importanza, purché vengano indossate,
perché per partecipare ai festeggiamenti è
indispensabile essere irriconoscibili. Dopo il corteo
notturno, sulla via del ritorno il gruppo mascherato si
ferma nelle caratteristiche baite di pietra e legno
della vallata per cantare, bere il vin brulè e gustare i
piatti tipici della cucina locale: dal prosciutto crudo
di Sauris, dolce e leggermente affumicato, allo
spezzatino di carni miste, all'immancabile frico

I L
ROGO DI DOBERDO’
Un
fantoccio di fieno in mezzo alla piazza sottoposto a
pubblico processo: unica sentenza possibile la condanna
alle fiamme per espiare i peccati della comunità. Siamo
a Doberdò del Lago, piccolo coumune bilingue
italo-sloveno a 15 km da Gorizia, nel cuore del Carso
isontino: qui, ogni mercoledì delle ceneri rivive il
rito di matrice pagana del Rogo del Carnevale. La
celebrazione viene preceduta da una festosa processione
lungo le vie del paese, sulle note delle canzoni
popolari del luogo, facendo tappa nelle osterie dove è
possibile gustare i piatti della tradizione culinaria
del Carso Il fantoccio del Carnevale viene processato e
condannato al rogo in piazza, per bruciare
simbolicamente i peccati più comuni e propiziare la
raccolta nei campi dell'anno appena cominciato. Il rito
è preceduto da un allegro corteo mascherato che fa tappa
nelle osterie del paese accompagnato dalle musiche della
banda.
A MONFALCONE, SATIRA E CARRI
Il
carnevale di Monfalcone (Gorizia) vanta antiche origini:
l'appuntamento principale è martedì grasso con la satira
pungente di Sior Anzoleto, il leggendario postino dei
tempi dell'impero austro-ungarico che, a mezzogiorno in
punto, in piazza legge il suo testamento. Seguono la
tradizionale Cantada, satira in versi
dialettali, che prende di mira personaggi, fatti e
misfatti dell'anno appena trascorso, e infine la sfilata
dei carri allegorici
MUGGIA E IL CORSO
MASCHERATO
Uno dei Carnevali più
antichi e significativi del panorama Carnevalesco
italiano è quello che si tiene a Muggia, cittadina di
mare d’impronta veneziana a due passi da Trieste, verso
il confine con la Slovenia. Il programma di questo
avvenimento – che, caso unico in Italia, ha un’appendice
estiva - è ricco di appuntamenti, ma il momento più
coinvolgente è il grande Corso mascherato, che si svolge
sempre la domenica: i carri realizzati dalle otto
Compagnie del Carnevale sviluppano un tema prescelto,
che varia di anno in anno. Grazie al lavoro volontario
dei componenti delle compagnie, provenienti dalla stessa
borgata o spesso solo amici, e all’utilizzo dei
materiali più disparati, vengono realizzati costumi
molto elaborati e carri allegorici monumentali,
puntualmente distrutti a fine manifestazione. Lo spirito
di questo Carnevale è di creare un evento veramente
unico, che quindi non può essere replicato altrove. A
Muggia si dà così vita a un vero e proprio spettacolo,
cui partecipano in media 300 persone per ogni Compagnia,
per un totale di oltre 2000 maschere, supportato da un
canovaccio cui le iniziative dei singoli e la fantasia
dei muggesani danno un fondamentale contributo con
brillanti coreografie.
Ricetta
“rufioi” dolci del Carnevale del Friuli
La storia di
questi dolci di carnevale tipici del Friuli e
del Veneto, è molto antica ed inizia tra la fine
dell’800 e l’inizio del ‘900. La sua origine è
contadina, di quei contadini
molto poveri. E proprio a causa della povertà
solo economica, ma non certo di “spirito” il
rufiolo era salato, prodotto
con ingredienti di scarto della
carne e delle verdure e poi cotto in brodo. In
seguito, quando le mense delle case coloniche
divennero più ricche, si trasformò in un dolce
con ingredienti molto saporiti come pinoli,
cedro, amaretti e liquore.
Per la
pasta:
Per il
ripieno:
Preparazione: su di una spianatoia
sistemate la farina a fontana e al centro unite
man mano tutti gli ingredienti elencati.
Amalgamate il tutto e stendete la sfoglia molto
sottilmente aiutandovi con un mattarello.
Sbriciolate gli amaretti e i biscotti, però
teneteli separati perchè i biscotti secchi
devono essere ammollati con un pò d’acqua calda
ed amalgamati fino ad ottenere un morbido
impasto. In questo impasto unite gli amaretti
sbriciolati, il cacao, lo zucchero, i pinoli, il
cedro e le mandorle il tutto tagliato a
pezzettini. Aggiungete alla fine il liquore.
Ricavate dalla pasta dei quadrati di circa 5/8
centimetri, mettete al centro di ogni rettangolo
un pò di ripieno e chiudete a triangolo pigiando
bene sui lembi. Friggete i rufioi in abbondante
olio caldo e quando saranno belli dorati
scolateli ed asciugateli sulla carta assorbente
da cucina. Spolverate con lo zucchero a velo e
servite. Sono ottimi sia caldi che freddi.

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